Il ritorno di Colapesce

Progetto: Il ritorno di Colapesce Videolettere di un ecologista siciliano

Trailer

Progetto, dal titolo provvisorio, in fase di montaggio di un film documentario di Salvo Manzone sul problema dei rifiuti in Sicilia e in generale.
Il ritorno di Colapesce ha vinto il bando del Fondo regionale per il cinema e l’audiovisivo ed ha quindi ricevuto il finanziamento della Sicilia Film Commission. Ha inoltre vinto il supporto della SONY.

Sinossi

Una leggenda siciliana narra di Colapesce, un ragazzo (ambientalista ante litteram) che si sacrifica per salvare la sua terra: la Sicilia. Ispirandosi a questo mito, il documentario si pone come riflessione personale sull’ecologia e sul tema dei rifiuti, raccontandoli tramite il ricorso a videolettere mensili (sorta di diario delle esperienze e deduzioni del regista).
Tentando di simulare il percorso umano che porta alla “nascita” di un ecologista (suddivisibile nelle tre tappe fondamentali de l’informazione critica, la presa di coscienza e l’azione individuale e collettiva), il documentario prende le mosse dalla realtà siciliana e, in particolare, dall’emergenza rifiuti di cui vuole indagare cause individuali e responsabilità a livello gestionale e politico.
Per quanto l’emergenza faccia molta più notizia della “norma”, il problema dei rifiuti non riguarda solo casi i limite della mala gestione, ma interessa tutta la società e i singoli individui. Battezzata da diverso tempo come “Società dei consumi”, quella odierna dovrebbe essere guardata, in realtà, come “Società dei Rifiuti”, visto che il prodotto ultimo dell’intero ciclo economico è ciò che definiamo universalmente “spazzatura”.
Essa costituisce il sintomo dell’incoerenza di un mondo che si definisce perfetto e pulito.
Scoperchiando questo vaso di Pandora, che la società occidentale nasconde in discariche e cassonetti, possono emergere le sue falsità e le contraddizioni presenti in noi e nel nostro stile di vita.

Scheda

Durata prevista: 52′ e 80’
Formato: HD
Regia: Salvo Manzone
Fotografia: Luca Casavola
Produzione: Emanuela Righi, Duilio Di Falco
Personaggi: Paul Connet, Franco La Cecla, Antonio Lavieri, Gioacchino Genchi, Aimée Carmoz, Patrizia Lo Sciuto, Milena Gentile,ecc.

TAGS:
Ecologia, rifiuti, Colapesce, ramaglie, compostaggio, compost, Sicilia, inquinamento, ambiente, Mediterraneo, Aimée Carmoz, Stromboli, bucce banana,

Nota d’intenzione

Per raccontare il percorso di un ecologista, ho deciso di entrare in scena anche come personaggio partendo dal mio personale shock, da cui nasce appunto l’idea del documentario. Questo dovrebbe permettere di trasmettere le mie riflessioni sulla sovrapproduzione dei rifiuti a causa del consumismo. Ma soprattutto mostrare la necessità di un coinvolgimento personale per risolvere questo come altri problemi ambientali.
Personalmente, sono stato sempre affascinato dalla spazzatura. Ora, forse, ne capisco meglio il perché: è l’elemento di incoerenza, la singolarità di un mondo che si vuole e si immagina perfetto e pulito. Partendo da questo aspetto che la società occidentale cerca di nascondere, possiamo scoperchiare alcune sue falsità e scoprire le contraddizioni che sono in noi e nel nostro stile di vita.

L’idea di un film sugli oggetti che diventano rifiuti senza capire bene come e perché è nata all’inizio del 2007, mentre mettevo in ordine il mio garage; prima ancora quindi che diventasse d’attualità la cosiddetta emergenza rifiuti campana (dovuta in realtà al malgoverno e alle mafie). Ma mentre io mi questionavo sia sulla filosofia degli oggetti, che sull’ecomafia napoletana, questo “inevitabile” cataclisma meridionale è arrivato anche in Sicilia. Anche se non siamo giunti (ancora) alla criticità e notorietà della situazione di Napoli, l’emergenza rifiuti proclamata in Sicilia occupa quotidianamente la cronaca locale e salta ogni tanto alla ribalta nazionale e internazionale (“Le monde”). Questa eccezione fa molta più notizia dell’argomento concreto della sovrapproduzione, inerente a tutta la società e quindi alla responsabilità individuale. Come spiega Paul Connett, la società del consumo ci ha portato a deresponsabilizzarci delle conseguenze dirette e indirette delle nostre azioni. Dobbiamo invece reintegrarle nei nostri ragionamenti e riflessi quotidiani.
Visto che è impossibile non rapportarsi a ciò che invade l’immaginario della gente, oltre che le sue strade…. L’emergenza rifiuti è entrata prepotentemente anche nella mia idea di documentario. Ne ho fatto il punto di partenza per arrivare però a narrare di una visione più generale sui rifiuti.

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